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Archivio digitale della cultura medievale
Digital Archives for Medieval Culture

Italia Emilia Romagna Bologna, area di in Manoscritti
Italia Emilia Romagna Bologna, area di
Trovati 10 records. Pagina 1 di 11



Carcassonne, Bibliothèque Municipale 35 (2706-28)

sec. XV med.

Luogo di copia Italia; Bologna, area di
membr.
ff. 246
dimensioni: 330 x 230


Nomi Jean Jouffroy cardinale, possessore e note di

Adnotationes in Quinti Fabii Quintiliani Institutionem oratoriam, Laurentius Valla n. 1407, m. 1-8-1457
Institutio oratoria, Quintilianus

Bibliografia Desachy Deux bibliophiles (2012) pp. 89-90

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Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Ross. 604

sec. XIV ex.

Luogo di copia Bologna, area di
membr.
ff. VI, 299, VI'
dimensioni: 410 x 275
disposizione del testo: 1-2 colonne

decorato


Ente possessore Roma, Collegio Capranica
Nomi Domenico Capranica cardinale (n. 31-5-1400, m. 14-8-1458), possessore

Suasoriae et controversiae, Seneca rhetor, ff. 1r-59v
Carmina, Sidonius Apollinaris, f. 295v
excerpta
Epistolae, Sidonius Apollinaris, ff. 296r-298v
excerpta
Apocolocyntosis divi Claudii, Seneca philosophus, ff. 298v-299v
De remediis fortuitorum, Seneca philosophus pseudo, ff. 61r-63r, 67v
Libellus carminum [101], Eugenius II Toletanus archiepiscopus sedit 646-657, f. 63v
carm. 80-85
Sententiae, Publilius Syrus, ff. 63v-67v, 69v-70r
Dialogi, Seneca philosophus, ff. 79r-106r, 219r-282r
De beneficiis, Seneca philosophus, ff. 106r-159v
Naturales quaestiones, Seneca philosophus, ff. 160r-216r
De moribus, Seneca philosophus pseudo, ff. 282r-284r
De clementia, Seneca philosophus, ff. 284r-295v

Bibliografia MCLBV (1982) vol. II 2 pp. 471-4 (sec. XIV, Italia); Alberto Opera omnia (2005) p. 198; Catalogo Rossiani (2014) pp. 986-97, 1713

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Manuscrits classiques latins de la Bibliothèque Vaticane II 2
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Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. lat. 4471

Composito

sec. XIV in.; sec. XIII seconda metà

Luogo di copia Bologna, area di
membr.



Chirurgia magna [a. 1253], Bruno Longoburgensis fl. 1253
Liber secretorum ad Monteum, Galenus pseudo, ff. 39ra-45va
translatio Burgundionis

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Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Conv. soppr. 576

Composito


membr.
VIII, 441, IV'; cartulazione antica a penna 1-448 nell'angolo superiore destro, inesatta: la numerazione salta da 164 a 166 e da 432 a 439 a causa delle lacune; il cartulatore passa inoltre da 204 a 225 proseguendo l'errore (corretto sopra a lapis da mano recente) anche per i 3 ff. successivi (fino cioè a 228), scrive 3001 e 3002 anziché 301 e 302, non numera i ff. 306-308 riprendendo tuttavia regolarmente da f. 309, segna infine 470 il f. 430 (manca anche il nr. 156, ma per caduta del supporto membr.); bianco ma preparato per la scrittura f. 432v; miste: ff. I-III e I'-IV', cart. coeve alla legatura; ff. IV-VIII (nel ms. I-V), membr. del sec. XV ex., contenenti parte di un calendario (marzo-dicembre); numerate a matita nell'angolo inferiore destro solo le prime guardie cart., anteriore e posteriore (entrambe segnate I') e il calendario (I-V)
dimensioni: 370 x 235 (f. 1)


Legatura moderna (sec. XVIII); in assi nude e quarto di pelle, dorso a 5 nervature doppie con il titolo in oro e due cartellini con le segnature.
Stato di conservazione discretamente conservato, nonostante le cospicue lacune subite: mancano del tutto i ff. 165 e 433-438, numerosi fogli sono stati risarciti modernamente del margine inferiore asportato (talora l'aggiunta cart. copre anche alcune linee di scrittura), ad eccezione dei ff. 118 e 432, tuttora privi rispettivamente dell'angolo inferiore destro e della metà inferiore. La parte superiore del dorso è parzialmente staccata, i cartellini usurati; in parte slegate dalla cucitura le guardie cart.; qualche foro di tarlo, sporadiche macchie di umidità e dilavature dell'inchiostro.

Ente possessore Firenze, S. Maria degli Angeli, monastero OSBCam (XVII med.-XIX in.); Bagno di Romagna (Forlì-Cesena), Monastero di Santa Maria Assunta OSBCam (XV ex.-XVII med.)
Nomi Mauro Corsi vescovo OSBCam (m. 1680), possessore (1654)
Storia del manoscritto
Il codice proviene dall'abbazia camaldolese di Santa Maria Assunta di Bagno di Romagna (Forlì), dalla quale passò al monastero fiorentino di Santa Maria degli Angeli per volere dell'abate Mauro Corsi, come attesta la nota seicentesca nel margine inferiore di f. 1r: "Monasterii Angelorum Florentiae Ordinis Camaldulensis a domino Mauro Cursio Florentino abbate, 1654".
Si trova citato nell'inventario del 1729 al f. 114r (vd. Spoglio inventariale e Baldelli Cherubini,  I manoscritti, in bibl.). 
Sul dorso, nel comparto superiore, il titolo a caratteri d'oro (sec. XVIII): "Missale monasticum"; nel comparto inferiore, tracce di due cartellini cart. con le segnature in gran parte svanite e irrestituibili (sec. XIX): "N. 26 Cass.".
A f. Ir, dall'alto in basso, le segnature risalenti all'entrata del ms. in BML (sec. XIX): "Cass. 26" (a matita); "768" (a matita); "Conv. Sopp. 576" (a matita, ripetuta al di sotto ad inchiostro da altra mano: "Cod. Laur. Conv. Sopp. 576"). 
A f. 1r, nel margine inferiore, ancora la segnatura camaldolese a matita (sec. XIX): "768".
A f. 448v, nell'angolo superiore interno, di nuovo la segnatura camaldolese a matita (sec. XIX): "26".

Bibliografia Del Furia Catalogus vol. IV (f. 256r); Baldelli Cherubini Manoscritti (p. 33 nr. 1 = Inventario 1729, scaffale L, ordine primo, ms. identificato); Conti, Miniatura bolognese (pp. 18 n. 31, 248); DBMI (p. 678); Conti, Miniatura bolognese (pp. 18 n. 31, 248); Passalacqua Codici liturgici (1980) (p. 36 n. 11, 48, 69 e figg. 70, 72); Semoli Codici miniati (1986) (p. 26); Corali Angeli (1995) (pp. 89, 92, 93, 96); Iter Liturgicum Italicum (1999) (p. 73); Scritte dal dito di Dio (2002) (p. 84 - scheda n. 8 di A. Camporesi); Scritte dal dito di Dio (2002) (pp. 84); Lollini Bagnacavallo (2004) (p. 678); Arte a Firenze (2004) p. 191; Licciardello Messale (2010)

U.C. I sec. XV ex.

Luogo di copia Emilia Romagna (XV ex.)
membr.
ff. 5I cinque fogli, numerati I-V ma in realtà ora di seguito a tre fogli di guardia moderni, sono residuo di un quaterno destinato al calendario; sincrono alla sez. III



Kalendarium, ff. Ir-Vv

U.C. II (ff. 1-240) sec. XIII ex.-XIV in.
Note datazione post 1298; è verosimile che il messale sia posteriore all'insediamento dei Camaldolesi a Bagno di Romagna, avvenuta nel 1298 (cfr. Licciardello, Messale camaldolese, p. 881)

Luogo di copia Bologna, area di (?) (XII ex.-XIII in.)
membr.
ff. 239; fascicoli 1-20 (8), 21 (7), 22-30 (8): il fascicolo 21 (ff. 161-168) è un originario quaterno, decurtato del quinto foglio, segnalato dal tallone residuo; sporadiche tracce della segnatura a registro; inizio fascicolo lato carne; richiami orizzontali al centro del margine, per lo più decorati e acquerellati
dimensioni: 369 x 235 (f. 21); specchio di scrittura: 4/5/23 [232] 105 x 31/5 [142] 4/37/5/11 (f. 21r); rr. 24/ll. 23 (f. 21r); 8 trigrammi-8 linee, rigatura a colore

note generali sulla scrittura: littera textualis di grande modulo di una sola mano.


Lingua copisti latino

decorato: la decorazione di pennello è attribuita al miniatore noto come "Maestro di Bagnacavallo", da un ciclo di tre antifonari ora alla Biblioteca Comunale di Bagnacavallo, attivo in Romagna e forse in Emilia nel terzo quarto del XIII secolo (cfr. LOLLINI, Maestro di Bagnacavallo, pp. 677-679).
Iniziali filigranate; Iniziali istoriate; Pagine miniate; Iniziali figurate; Iniziali decorate: pagina illustrata (f. 164r); iniziali istoriate (ff. 1r, 10r, 15v, 111r, 125v, 163v, 171r, 180v, 185r, 210r); iniziali figurate (ff. 4v, 8r, 10v, 12v, 13r-v, 15v, 16v, 17v, 18v, 19v, 20v, 22r-v, 23v, 24r, 25v, 27r, 31r, 32r, 39r-v, 46v, 54r, 64r, 71r, 72r-v, 82v, 89r, 95v, 97r, 105v, 111r-v, 113r, 114r, 115r-v, 116r, 117r, 118r, 119v, 120r, 121r-v, 123r, 124r, 126r-v, 127r, 131r-v, 132v, 133v, 134v, 135r, 136r, 137r, 138r, 139r, 140r, 141v, 142r, 143r, 144r, 145v, 146v, 148r-v, 151v, 153r, 154r, 155r, 157v, 158v, 159v, 160v, 161v, 162r-163v, 171r-v, 172r-v, 174r, 176v, 177r-v, 178r, 180v, 181r, 182r, 183r, 184v, 185r, 186v, 189v, 195v, 197r-v, 198v, 199r, 201v, 202v, 203r, 205r, 208r, 209r, 211r, 219r, 221r, 222r, 223r-v, 225v, 227v, 229v, 230v, 231v); iniziali zoomorfe (ff. 2v, 3v, 7r, 9v, 11r, 12r, 132v, 187v, 210r, 212v, 214r-v, 216r, 218r, 225r) o fitomorfe (ff. 1r, 2v, 3v, 6r-v, 7r, 8r-v, 9v, 11r-v, 13r, 14r, 15r, 16v, 17v, 19r, 20v, 21v, 23v, 24r, 27r-v, 31r, 32r-v, 38r, 54r, 64r, 71v, 101v, 104r, 109v, 110r, 111v, 113r, 114r, 115r-v, 116r, 117r, 118r-v, 121v, 122r, 124v, 126v, 130r, 140r, 141r, 142r, 143r, 144r, 145v, 147v, 148v, 149v, 153r, 154r, 156r n.n., 157v, 158v, 159v, 160v, 161r, 173v, 175r, 179v, 183v, 184r, 186v, 187v, 188r, 189v, 192r, 193v, 198r, 199r, 200v, 209r, 211v, 212r, 217v, 219r, 220r, 222v, 226r-v, 229v, 231v, 233r-v, 235r, 237v, 238r, 239v); iniziali filigranate rosse e azzurre con filigrana di colore opposto, alternate; maiuscole acquerellate di giallo; incipit dei testi talora in capitale decorata.
rubricato

Notazione musicale: quadrata nera su trigramma ad inchiostro nero e rigo rosso (ff. 104r-109v, 163v-164v, 168v-169v, 170v).

Ente possessore Firenze, S. Maria degli Angeli, monastero OSBCam (XVII med.-XIX in.); Bagno di Romagna (Forlì-Cesena), Monastero di Santa Maria Assunta OSBCam (XIII ex.-XVII med.)
Nomi Maestro di Bagnacavallo (sec. XIII ultimo quarto), miniatore (?) (sec. XIII ex.)

Missale, ff. 1r-240v

U.C. III (ff. 241-448) sec. XV ex.

Luogo di copia Emilia Romagna (sec. XV ex.)
membr.
ff. 202; fascicoli 1-13 (10), 14 (8), 15-19 (10), 20 (4), 21 (10): il fascicolo 20 (ff. 429-432) è un originario quinterno, decurtato dei ff. V-X, di cui resta in parte traccia dei talloni (il IV foglio, attuale f. 432, è privo della metà inferiore); segnatura a registro ancora parzialmente seguibile (a1-o[5], poi b-f); inizio fascicolo lato carne; richiami orizzontali al centro del margine
dimensioni: 368 x 240 (f. 276); specchio di scrittura: 40 [231] 97 x 30 [148] 62 (f. 276r); rr. 25/ll. 24 (f. 276r, lievemente var.: ll. 24-25/rr. 23-24); 9 trigrammi-9 linee, rigatura a colore

note generali sulla scrittura: littera textualis di una sola mano, con variazioni di modulo funzionali al testo; rare maniculae.


Lingua copisti latino

decorato
Iniziali semplici; Iniziali filigranate: iniziali rosse filigranate d'azzurro e azzurre filigranate di violetto (talora di rosso), alternate (ma spesso la filigrana - soprattutto delle rosse - non è stata eseguita; iniziale solo abbozzata ai ff. 242v, 251v, 255v e 330r, spazi riservati ai ff. 254r, 342v, 343v); letterine rosse e azzurre, segni di paragrafo in azzurro.
rubricato: spazi riservati ai ff. 306r n.n.-307r n.n., 309r-v.


Ente possessore Firenze, S. Maria degli Angeli, monastero OSBCam (XVII med.-XIX in.); Bagno di Romagna (Forlì-Cesena), Monastero di Santa Maria Assunta OSBCam (XV ex. - XVII med.)

Missale, ff. 241r-448v

Note Inv. 207085 (f. 448v)
Nel codice, composito, si distinguono tre parti - due messali (sez. II e III) e un calendario (sez. I) - provenienti dal monastero camaldolese di Santa Maria Assunta di Bagno di Romagna. Il primo messale (ff. 1-240), verosimilmente collocabile a ridosso dell'insediamento dei Camaldolesi a Bagno (1298) è riccamente miniato (con decorazione attribuita al "Maestro di Bagnacavallo"); il secondo (ff. 241-448), espressamente eseguita per il monastero di Santa Maria (come dichiara la rubrica a f. 241r) è sensibilmente più tardo (sec. XV ex.). Alla compagine è premesso il calendario (ff. IV-VIII), acefalo (comincia con il mese di marzo), coevo alla seconda sezione (sec. XV ex.) e ugualmente collegato al monastero romagnolo. Il corpus passa tardi a Santa Maria degli Angeli di Firenze ad opera dell'abate Mauro Corsi (cfr. f. 1r), che fece pervenire agli Angeli anche altri codici qui in catalogo (Conv. Soppr. 220, 541 e 591) .

Responsabile scheda: Francesca Mazzanti

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ABC

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Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Conv. soppr. 582

sec. XIII ultimo quarto

Luogo di copia Bologna, area di (?)
membr.
ff. VI, 495, II; due cartulazioni: la prima, apposta nel margine superiore esterno da mano del sec. XV-XVI, inizia dal terzo foglio del codice (incipit del Genesi) e numera il testo biblico fino al foglio incipitario dei Nomina Hebraica 1-480; lacunosa per la caduta di fogli interni presenta la successione: 1-424 (il f. 406 è per errore segnato 306), 435, 448-480;
la seconda, recente e a matita, numera, nella stessa sede dell'antica, i restanti fogli del testo 481-514 (omettendo il finale, bianco - segnato a penna da mano moderna 515); numera inoltre, nel margine inferiore esterno, I-III la guardia membranacea e i primi due fogli del codice; le prime cinque guardie anteriori e le due posteriori sono cartacee, moderne e coeve alla legatura, con contromarca «GL», non numerate (d'ora in poi a-e, a'-b') e bianche (tranne che per le segnature ai ff. a recto ed e verso); la sesta guardia anteriore, membr. e con num. rec. I, è costituita da un foglio di un codice giuridico su due colonne, coevo al ms., rifilato per essere adattato alle dimensioni del volume, che reca due iniziali, alternate in rosso e azzurro, filigranate, segni di paragrafo alternati in rosso e azzurro, titoli in rosso.; fascicoli 1 (11), 2-19 (12), 20 (6), 21-36 (12) 37 (12-10), 38-39 (12), 40 (8), 41-43 (12): tutti i fascicoli sono regolari, tranne il primo, mutilo del foglio iniziale, e il fasc. 37, che ha perso tutti i bifogli tranne l'esterno (num. 424 e 435); risulta inoltre caduto un intero fascicolo che doveva seguire l'attuale 37, con conseguente lacuna testuale e salto nella numerazione.
Numerazione a registro sul recto dei fogli della prima metà del fascicolo, talora parzialmente rifilata: a-j (nel margine inferiore esterno dei fasc. 1-9, ff. I-105), b-d, a (nella parte bassa del margine esterno dei fasc. 10-13, ff. 106-153), k-ç (nel margine inferiore esterno dei fasc. 14-27, ff. 154-315), a+-k+, [caduto il fasc. l+], m+, n+, r+, o+-q+ (nel centro del margine inferiore dei fasc. 28-43, ff. 316-515).
Tracce di altra numerazione a registro, nell'angolo inferiore esterno, nei fascicoli 8, già num. h (aa al f. 83r, aaa al f. 84r, aaaa al f. 85r, aVI al f. 87r), 18, già num. o (in rosso: c [V] al f. 206r, cVI al f. 207r), 21, già num. r (in rosso: dV al f. 236r, dVI al f. 237r; tracce di rosso anche nei primi fogli del fasc.) e 22, già num. s (in rosso: bVI al f. 249r).

Inizio dei fascicoli con il lato carne.
Richiami di una o più parole, figurati o decorati, per lo più centrati rispetto alla colonna interna, sempre orizzontali tranne che al f. 375v (verticale).
dimensioni: 318 × 217 (f. 16r); 317 × 215 (f. 486); specchio di scrittura: nel testo biblico (ff. IIr-478v): 10/3/11 [97/4/4/103] 35/3/48 × 10/3/12 [61 (4/4) 62] 17/4/24/16 (f. 16r); nei Nomina Hebraica (ff. 480r-514v): 21 [206] 90 × 13/4/9/5 [43 (9) 42 (9) 42] 4/24/4/7 (f. 486r); rr. 50 /ll. 49 (ff. 16r, 486r), rigatura a colore

scritture e mani littera textualis;
note generali sulla scrittura: Una sola mano, in littera textualis di ottima qualità, che si firma Iohannes de Monte Sancto al f. 478v; il toponimo è condiviso da due località, la prima in provincia di Ferrara, la seconda in quella di Perugia.
Senza fondamento appare l'individuazione, proposta in Bibbie miniate, p. 255, di una seconda mano ai ff. 480r-514v: nei Nomina Hebraica è riscontrabile soltanto un'esecuzione lievemente più corrente, con il frequente inserimento di varianti semplificate scarsamente usate nel testo biblico (come, ad es., a semplificata, senza spalla, rintracciabile però anche  a f. IIIv, ll. 6, 8 etc.).
Interventi marginali e glosse: alcuni marginali (correzioni, varianti e brevi note), più frequenti nella seconda parte del codice, talvolta disposti a triangolo o incorniciati di rosso o azzurro, del copista e di altre mani, coeve (cfr. per es. ff. 206r, 208r) e successive (cfr. per es. i marginali di mano cinquecentesca al f. 214v e segg. o le note di altra mano ai ff. 285v e 454v dove in rosso si indica che il brano a testo viene letto rispettivamente per la vigilia di s. Giovanni Battista e per quella degli apostoli Pietro e Paolo). Si segnala, per il forte significato storico, la nota, vergata nel marg. inf. del f. 229r da mano del sec. XVI in. (vd. Storia). Del copista titoli e numerazione di servizio (es. 19r, 59v, 73r-v, 80r-81r etc.



decorato: Dotato di uno straordinario apparato iconografico, il manoscritto noto come Bibbia Camaldolese è stata oggetto di numerosi studi volti a individuare l'ambito di produzione. E' stata proposta un'origine toscana (Firenze: D'Ancona, Miniatura fiorentina, I, p. 9; Camaldoli: Passalacqua, Codici liturgici miniati Arezzo, p. 36), ma l'ipotesi più accreditata colloca il volume in un atelier bolognese (Salmi, Miniatura fiorentina gotica, p. 31; Conti, Miniatura bolognese, p. 26; Ciardi Duprè, Introduzione codici miniati, p. 19, con dataz. proposta: ca. 1265; Bibbie miniate. Secondo contributo, p. 108). Più precisamente il miniatore è stato accostato ai prodotti del cosiddetto "Maestro di Bagnacavallo", artista attivo negli anni '80-'90 del Duecento e responsabile, oltre che di alcuni Corali della Biblioteca Civica di Bagnacavallo (Corali 1, 2, 3), del Messale camaldolese BML Conv. Soppr. 576 (vd. Tambini e Lollini in bibl. e scheda del manoscritto, passato  dall'Abbazia di Santa Maria Assunta di Forlì a Santa Maria degli Angeli). Già Salmi nel 1954 avanzava l'ipotesi che la Bibbia fosse stata commissionata dai Francescani di Bologna e acquistata dai Camaldolesi completa di decorazione: il libro della Genesi (f. 1r) si apre infatti con la miniatura di san Francesco (affiancato da un altro santo francescano, forse Antonio) e san Francesco torna nuovamente nei mini ai ff. 344r e 505r.
Iniziali istoriate; Iniziali figurate; Iniziali decorate; Disegni a penna: Il ricco apparato consta di: illustrazioni nei margini; iniziali maggiori e medie (istoriate, figurate, con storia e figure, zoomorfe, decorate), poste di norma all'inizio dei libri biblici, e iniziali minori (con figure, figurate, zoomorfe, decorate), generalmente in apertura dei prologhi, dalle quali si dipartono fregi floreali o code che si prolungano nei margini; iniziali alternate, in rosso e azzurro, e filigranate negli incipit dei capitoli; iniziali calligrafiche, riempite di giallo e talora pure toccate di rosso, entro il testo (ai ff. 209v-231v anche iniziali semplici, rosse e azzurre, toccate di rosso e azzurro); richiami figurati e decorati; titoli in rosso; numeri dei capitoli e titoli correnti (tranne che nei Nomina Hebraica) a lettere alternate rosse e azzurre; alternate anche le iniziali semplici fuori margine nei Nomina Hebraica. Alcuni disegni a penna, del copista, che originano dalle iniziali presenti nel testo, al primo rigo della pagina (cfr. per es. ff. 93rb, 105vb, 111rb etc.) oppure dell'incipit (es. ff. 182r, 285v, 351r-v e, di rosso, 382v).
In particolare, sono 14 le illustrazioni nei margini (ff. 1r, 34r, 95r, 132v, 193v, 209v, 209v, 221v, 232v, 394v, 402r, 415r, 449v, 453v); 20 le iniziali maggiori (di 17-50 righe), di cui 7 con storia (ff. 95r, 132v, 232v, 372r, 402r, 449r, 468r), 2 con figure (ff. 83r, 448v), 8 istoriate (ff. 1r, 92v, 169v, 193v, 354v, 382v, 394v, 415r), 1 figurata (f. 467r); 75 le iniziali medie (di 8-21 righe), di cui 39 con storia (ff. 19r, 34r, 44v, 59v, 73v, 108v, 119v, 155v, 173v, 184v, 184v, 188v, 199r, 209v, 219r, 224r, 251r, 267r, 285v, 306v, 311v, 333r, 341r, 344v, 346r, 348r, 349r, 349v, 351v, 352v, 353v, 358v, 359v, 435v, 449v, 470v, 471v, 472v, 480r), 21 con figure (ff. 94r, 145r, 178v, 212v, 214r, 215r, 217r, 226v, 241r, 243v, 245v, 308v, 381r, 424v, 453v, 469v, 472r, 489r, 494r, 497v, 505v), 1 istoriata (f. 355v), 6 figurate (ff. 285r, 338r, 348r, 466v, 472r, 472v), 1 zoomorfa (f. 245r), 7 decorate; 84 le iniziali minori (di 3/10 righe), di cui 12 con figure (ff. IIIv, 209r, 221v, 232r, 266v, 341r, 345v, 402r, 491v, 496v, 500v, 505r), 6 figurate (ff. 73v, 344r, 348v, 354r, 435v, 449v), 7 zoomorfe (ff. 198r, 308v, 344r, 344r, 344v, 355r, 507v), 59 decorate; 1470 le iniziali (di 2-3 righe), filigranate; 33 i richiami figurati e 7 quelli decorati. Per la descrizione analitica delle miniature cfr. Bibbie miniate. Secondo contributo, p. 256 e segg.
rubricato


Legatura Legatura moderna (realizzata nell'attuale sede di conservazione) in assi e dorso in pelle. Sul dorso il titolo impresso in oro "Biblia Sacra".

Sottoscritto / Colophon
Al f. 478v: Ego Iohannes, vocatus de Monte Sancto, corde contrito et spiritu humiliato gloriam et honorem refero vero Deo, qui me libri huius finem permisit videre. Sit nomen eius benedictum in secula seculorum. Amen
Ente possessore Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam
Nomi Iohannes de Monte Sancto (fl. XIII. 2), copista (XIII ultimo quarto); Maestro di Bagnacavallo (sec. XIII ultimo quarto), miniatore (?) (sec. XIII ultimo quarto)
Precedenti segnature omega 17, Camaldoli (Arezzo), Eremo OSBCam (XVII ultimo quarto); Q.III.8 (XVII ex.)
Storia del manoscritto
A f,. 229r marg. inf. una mano assegnabile alla prima metà del sec. XVI inserisce una lunga nota esegetica riferita all'interpretazione di Peter Faber ("et sic refert Petrus Faber preceptor meus"), che si riflette in analoga presentata dal ms. BML 600, altra Bibbia entrata tardi a Camaldoli e parimenti proveniente da insediamento francescano. Il beato Petrus (Peter) Faber (1506-1546), cofondatore dell'Ordine dei Gesuiti, risulta aver soggiornato in parecchie fondazioni dell'Italia centro-settentrionale ma non è documentato un suo passaggio a Camaldoli.
 Al f. 515r, di mano del sec. XV, rimane parzialmente leggibile per cancellatura la nota: «Nicholaus et dext [.].»; più sotto, in una mercantesca di non elevate qualità: «d(omin)o Nicholo de Pag(o)lo».
Il codice è identificabile nell'inventario B che senz'ombra di dubbio fa riferimento al presente manoscritto in quanto ne nomina il copista. 
Al f. IIr nota di possesso e segnatura rispondente all'inv. C (sec. XVII ultimo quarto): «Sacre Eremi Camalduli I(inscript). C(at). Omega. 17», successivamente barrata e sostituita da quella dell'inv. C (sec. XVII ex.) «Q.III-8».
La proprietà dell'Eremo è ripetuta, dalla stessa mano, al f. 1r nella formulazione: «Sacre Eremi Camalduli I(inscript). C(at).».
La presenza del manoscritto nell'inventario A (al nr. 90, vd. Magheri Cataluccio - Fossa in bibl.) non è inoppugnabile dal momento che la definizione di "bibula parvula" mal si adatta al formato del codice (è comunque ripetuta nell'inventario B dove l' identificazione è sicura) e non vengono menzionati i Nomina ebraica finali, ma parrebbe confermata dalla presenza nell'inventario A del ms. Conv. Soppr. 600, che dovrebbe aver seguito le stesse vie di questo 582. 
Il volume giunse nell'odierna sede nel 1809 a seguito delle soppressioni napoleoniche delle corporazioni religiose. La segnatura attuale si legge, vergata a penna al f. a recto insieme alla segnatura «Cass. 32» (segnatura temporanea della Biblioteca Laurenziana); al f. e verso fu annotata a penna la segnatura «Camaldoli n° 149» (Soppressioni 1809).

Aaz apprehendens, ff. 480ra-514vc
Biblia sacra, ff. IIra-478va
acef., lac. e mutila
Aaz apprehendens (?), Stephanus Langton n. 1150/1155, m. 6-7-1228, ff. 480ra-514vc

Bibliografia Catalogo manoscritti scelti (f. 83v); Del Furia Catalogus (III, f. 101r); D'Ancona, Miniatura fiorentina (I, pp. 9-10; II, pp. 29-36, nr. 16); Colophons (III, p. 401, nr. 10680); Magheri Cataluccio-Fossa, Biblioteca (pp. 148, 188, 481 nr. 82); Conti, Miniatura bolognese (p. 26 e n. 25); De Bruyne Sommaires (1914) (fonte); De Bruyne Préfaces (1920) (fonte); D'Ancona Miniature italienne (1925) (p. 13); Miniatura italiana (1954) (p. 196 nr. 293); Salmi Miniatura fiorentina (1954) (p. 31); Trésors d'Italie (1963) (nr. 78); Daneu Lattanzi Min. Italia mer. (1964) (pp. 153-155); Lemarié Saint Chromace (1975) (pp. 111, 114 n. 12); Ciardi L'uomo, il lavoro (1976) (p. 78); Conti Problemi (1979) (pp. 18, 28 n. 60); Ciardi Introduzione (1980) (pp. 19-20); Passalacqua Codici liturgici (1980) (pp. 35-37); Jodogne Codici [rec.] (1983) (pp. 25*-26*); Goldthwaite The Building (1985) (pp. IX, 131 con fig. f. 169v); Semoli Codici miniati (1986) (pp. 26-27); Tambini Corali (1992) (pp. 27-30); Mss. Landau Finaly (1994) (I, p. 11 n.2 e fig. 6 = f. 205r); Pfändtner Psalterillustration (1996) (pp. 38 n. 216, 39, 47, 146; Tav. XXV); De Floriani La miniatura (1996) (p. X); Medica Corali bolognesi (1996) (p. 11); Baragli Il cantiere (1998) (p. 257, tav. 1= f. 169v); Bologna Bibbie (1999) (pp. 108-109 e tavv. dei ff. 1r, 34r, 354v); Calligrafia di Dio (1999) (p. 139 nr. 23, scheda a c. di F. Lollini); Zinelli Ancora un monumento (2000) (p. 517 n. 31); Lazzi Ms. 14 (2000) (p. 29); Lollini Miniatura (2000) (p. 17); Scritte dal dito di Dio (2002) (p. 84 nr.8, scheda a c. di A. Camporesi); Lollini Bagnacavallo (2004) (p. 678); Ciardi Miniatura del Duecento (2005) (p. 199); Bibbie miniate II (2006) (pp. 252-305, tavv. XIV, XV, figg. 26-29); Semizzi Fra sacro e profano (2007) (pp. 103-110); Stoppacci Fondo manoscritto (2007) (283 n. 74); Kubík Prírucka ke studiu (2008) (193, 204 e passim)

Spoglio inventariale
Camaldoli (Arezzo) - Eremo OSBCam. [Inventario A]90- lxxxviiii. Item bibula parvula que incipit: 'frater Ambrosius', et finit: 'in secula seculorum Amen', in cartis pecudinis tabulis.
Camaldoli (Arezzo) - Eremo. [Inventario B]17- Bibblia (!) Sacra Integra, et perpulcra in f°. Parvo in Tabulis tectis serico rubeo. In fine hec habentur. Ego Ioannes de Monte Sancto corde contrito, et spiritu humiliato gloriam, et honorem refero Vero deo, qui me libri huius finem permisit videre. Sit Nomen eius benedictum in secula seculorum. Amen.
Camaldoli (Arezzo) - Eremo. [Inventario C]8- [Q.III] Biblia S. Ioan. de Monte Sancto.

Note Il manoscritto, di origine francescana, entra a Camaldoli agli inizi del sec. XV, condividendo con ogni probabilità i percorsi con un'altra Bibbia francescana, attuale BML 600 (vd. scheda).

Inv. n. 207091

Responsabile scheda: Laura Regnicoli

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Descrizione diretta

Pistoia, Archivio Capitolare C.154

sec. XIII ultimo quarto data stimata
Note datazione Zamponi, Manoscritti, p. 463 precisa: 1270/1280.

Luogo di copia Bologna, area di (sec. XIII ultimo quarto)
membr.
ff. V, 356, III'; cartulazione quattrocentesca al marg. sup. esterno; per le aggiunte sulle antiche guardie iniziali I-II vd. descrizione interna; fascicoli 1-2 (10), 3 (12), 4-35 (10), 36 (4): segnature a registro; presenti richiami;
dimensioni: 423 x 270; specchio di scrittura: 63 [150] 210 x 50 [52 (13) 55] 90 (testo); rr. 28/ll. 28 (testo).

scritture e mani littera textualis;

Peciato
Nota doganale
Note sulla pecia: Divisione del testo giustinianeo: prima parte (lb. XXX - XLIV), 31 pecie; seconda parte (Lb. XLV-L), 35.
Divisione della glossa accursiana: prima parte, 32 pecie; seconda parte: 42.
La completa specificazione è offerta nelle schede di descrizione interna.

Presenza di glosse
vd. note alle descrizioni interne.

decorato
Iniziali filigranate; Iniziali istoriate; Iniziali decorate: importante apparato decorativo riferibile a scuola bolognese; uno spazio riservato a f. 292va;
rubricato: titoli correnti in rosso e blu.


Legatura restaurata in assi ricoperte di pelle che conserva al centro del piatto il rosone metallico, agli angoli borchie e 4 fermagli, uno dei quali reca inciso un blasone con una ghianda. Sul piatto anteriore interno è conservato il cartellino originariamente applicato sulla costola (da Zamponi, Manoscritti, p. 464).

luoghi / enti collegati Padova, Università (sec. XV); Bologna, Università (sec. XIII ultimo quarto - XIV)
Nomi Bartolomeus, stazionario (?) (sec. XIII ultimo quarto); Georgius (v. 1397), nota doganale di (?) (a. 1397); Theodorus de Teramo, collegamento non precisabile (ca. XV. 1); Antonius de Bononia (v. 1449), nota doganale di (a. 1449); Iohannes ser Bartholomaei de Giannottis de Pistorio (fl. XV. 2), possessore (post 1452); Zuhan ufficiale di dogana (a. 1473), nota doganale di (a. 1473)
Storia del manoscritto
In quattro punti, al marg. inf., sono rilevabili note con riferimento ad uno stesso nome, probabilmente un copista o, cosa più probabile, uno stazionario: a f. 62v (nota svanita e mutila): P(ecia) Bartollomeo apparatus Digesti novi [...]; a f. 83r (nota erasa): P(ecia) di Bartolomeo della chappella di Sancto Esaia per solidos III [corretto poi in IIII]; a f. 252v (nota svanita): Di Bertollomeo apparatus Digesti novi; a f. 342v (nota svanita e mutila): Bartolomeo di rerum significatione solidos V...
A f. 1r compare una nota che potrebbe essere di natura doganale: 1397 25 octobris. Georgius; sicuramente tale natura ha la successiva a f. 356v Antonio de Bononia subscripsi a di III de noembre 1449 e la terza (tipologicamene riferibile a Padova): Visto per mi Zuhan de I ... subscripsi.
Che il manoscritto abbia girato tra Bologna e Padova è confermato anche dal ricordo a f. 356r: Memoria qualiter ego Theodorus de Teramo simul cum fratre meo fui emancipatus a patre meo et mihi et fratris fuerunt restituta bona materna anno Domini 1442 die XXVI novembris et instrumentum emancipationis fuit scriptum per Galasium notarium de Padua.
A f. 356v nota di acquisto: Emptus precio ducatorum 26 (sec. XV) e a f. 356r una seconda nota di acquisto e possesso che individua finalmente la presenza del manoscritto in Toscana: Iste liber est mei Iohannis ser Bartholomei de Giannottis de Pistorio, quem emi Florentie ad usum mei a quodam cartulario pro pretio ducatorum XIIII cum dimidio in anno Domini 1452.
Nota ulteriore ma non completamente restituibile a f. 1r marg. inf.: Die XII aprilis 1400 dominus Daniel S [....] scolaris fuit mihi I[...].
.Precedenti segnature: [161; 158]; E.60.

Digesta, Iustinianus imperator n. 482 ca., m. 11-11-565, ff. 1rb-355v: III - Digestum novum (Lb. XXXIX-L)
Glossa ordinaria, Accursius n. 1184 ca., m. 1260 ca., ff. 1ra-356r: III - Glossa ordinaria in Digestum novum
De tormentis sive de indiciis et tortura (?), Guido de Suzaria n. 1225 ca., m. 1293, f. 172r
add., sec. XIV. 2
Consilium, Bartholus de Saxoferrato n. 10-11-1313/1314, m. 10-7-1357, f. I-II
add., sec. XV

Dinus de Mugello n. 1253 ca., m. post 1298
Iacobus de Arena v. 1266-1296
Iacobus de Ravenneio n. 1230/1240, m. 1296
Oldradus de Ponte n. 1270 ca., m. ante 1348
Petrus de Bellapertica n. 1250 ca., m. 1308
Rainerus de Arsendis n. saec. XIII ex., m. 6-4-1358

Bibliografia Zaccaria, Bibliotheca (1752) p. 24; Chiappelli Manoscritti (1885) pp. 260-261; Chiti Pistoia (1901) p. 69; De Clercq Manuscrits (1970) pp. 50-55, fig. 6-16; Altieri-Savino Cino da Pistoia (1971) p. 42 nr. 20; Dolezalek (1972) vol. II (passim); Zamponi Manoscritti (1982) pp. 451, 453, 463-467, 474-484, tavv. 10-12; Conti Appunti sulla miniatura (1982) pp. 485-493, tavv. 8-10; Genest, Fonds juridique (1988) pp. 144-145, 154; Battelli Libro universitario (1989) p. 304 nr. 11; Zamponi Scrittura del libro (1989) fig. 6; Soetermeer, Utrumque ius (1997) pp. 268, 284-285; Mss. med. PT (1998) p. 56 scheda nr. 81, tav. XCIV; Murano Opere diffuse (2005) pp. 393-397 nr. 311-312

Risorse esterne collegate
Pistoia, AC C.154, f. 1r (da Codex)
Pistoia, AC C.154, f. 40v (da Codex)
Pistoia, AC C.154, f. 255v (da Codex)
Pistoia, AC C.154, f. 314v (da Codex)

Responsabile scheda: CODEX

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Roma, Biblioteca Nazionale Centrale «Vittorio Emanuele II», Vitt. Eman. 411

sec. XIV seconda metà

Luogo di copia Bologna, area di
membr.
ff. I, 90, I'
dimensioni: 350 x 252



Legenda sancti Francisci [maior], Bonaventura de Balneoregio n. 1217/1221, m. 14/15-7-1274, ff. 1r-90r

santi


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Descrizione diretta

Siena, Biblioteca Comunale degli Intronati H.IV.17

sec. XIII terzo quarto data stimata
Note datazione Limite superiore dell'arco cronologico proposto (possibilmente 1270/80).

Luogo di copia Bologna, area di (sec. XIII terzo quarto)
membr.
ff. VI, 254, V'; numerazione moderna; numerazione a registro a volte caduta per rifilatura; i ff. di guardia I-IV e II'-V' sono di restauro; i ff. I e II, guardie antiche, sono di recupero e provengono da un registro contabile degli inizi del sec. XIV; i ff. I e I' presentano tracce di distacco; fascicoli 1 - 4 (12), 5 (6), 6 - 21 (12), 22 (8): richiami regolari.
dimensioni: 455 x 275; specchio di scrittura: 17 [24 (11) 185 (17) 159] 42 x 10 [38 (10) 62 (12) 64 (12) 56] 11 (f. 135r, max. variabile); rr. 108/ ll. 107 (glossa, f. 235r, max. variabili); rr. 53/ ll. 52 (testo, f. 225r, max. variabili), rigatura a colore

scritture e mani littera textualis; Italia
note generali sulla scrittura: la scrittura del testo è compatta e omogenea ma non inseribile nel canone della littera bononiensis, probabilmente perchè databile ad un periodo piuttosto alto (si veda una possibile analogia con la scrittura del BCI I.IV.1). Di modulo più piccolo e meno formale la glossa.

Peciato
Note sulla pecia: vd. descrizioni interne delle prime sei opere del ms.

Presenza di glosse
Una mano in ottima scrittura notarile aggiunge ai margini una fascia regolare di  glosse siglate «Dy» (= Dinus de Mugello) ; una mano diversa, più testuale, coeva, inserisce (a f. 27r, unico controllabile)  una glossa siglata sicuramente «Sy» (= Syllimanus)

decorato
Iniziali filigranate; Vignette; Iniziali decorate: vignette all'inizio dei libri delle Institutiones (ff. 1ra, 11rb, 27rb, 41ra); iniziali decorate fino a f. 174r; spazi riservati e iniziali filigranate da f. 175r.
rubricato


Legatura recente.

Ente possessore Siena, S. Maria Assunta, Opera della cattedrale (s.d.)
luoghi / enti collegati Bologna, Università (sec. XIII - XIV)
Precedenti segnature Grad.IV n.24, Siena, S. Maria Assunta, Opera della cattedrale (sec. XVII - XVIII)
Storia del manoscritto
Benché manchino indicazioni in chiaro, l'analisi della decorazione, avvalorata dalla episodica annotazione a f. 54v: Imperator Romanorum. Dominus Ugolinus legum doctor, summus omnium doctorum legum Bononiensium, Faustinus de Lantanis de Brixia, malus puer e dalle glosse aggiunte, giustifica il collegamento con l'università di Bologna.
A f. 254v: Ex. duc. X...I; la cifra è erasa ed un'altra mano vi ha scritto sopra: 1250.
A f. IIv  è presente la segnatura dell'Opera del Duomo 'Grad. IV n° 24' (sec. XVIII).
All'interno del piatto anteriore della coperta sono stati conservati due cartellini, che, nella precedente legatura, si trovavano sul dorso: il primo contiene il nr. '10' parte della segnatura registrata nell'inventario Ciaccheri 'XXX.E.10' (vd. bibl.); il secondo, invece, registra una segnatura precedente a quella attuale 'M.2.18'.

Institutiones, Iustinianus imperator n. 482 ca., m. 11-11-565, ff. 1ra-54rb
Glossa ordinaria, Accursius n. 1184 ca., m. 1260 ca., ff. 1ra-54rb: VII - Glossa ordinaria in Institutiones
Novellae, Iustinianus imperator n. 482 ca., m. 11-11-565, ff. 55ra-174rb
Glossa ordinaria, Accursius n. 1184 ca., m. 1260 ca., ff. 55ra-174rb: VIII - Glossa ordinaria in Novellas
Codex, Iustinianus imperator n. 482 ca., m. 11-11-565, ff. 175ra-234va: 1 - Tres Libri (lb. X - XII)
Glossa ordinaria, Accursius n. 1184 ca., m. 1260 ca., ff. 175ra-234va: VI - Glossa ordinaria in Tres Libros
Libri feudorum, ff. 235ra-253vb
Glossa super libros feudorum, Accursius n. 1184 ca., m. 1260 ca., ff. 235ra-253rb
Constitutio 'Ad decus' [12/12/1220], Fridericus II imperator n. 26-12-1194, m. 13-12-1250, ff. 253vb-254vb

Dinus de Mugello n. 1253 ca., m. post 1298
Martinus Syllimani n. 1250 ca., m. 1306

Bibliografia Ciaccheri Indice (1799) (fonte); Ilari La Biblioteca (1845) vol. II p. 162; Savigny (it.) (1857) vol. II (fonte); Rossi Alcuni manoscritti (1886) pp. 62-63, 66-74; Dydynski Beitrage (1891) p. 81; Lehmann Langobardische (1896) p. 33; CICiv (1963) vol. I (fonte); Maffei Donazione (1964) p. 66; Dolezalek (1972) vol. II, III, IV; Nardi Banchiere (1979) p. 57; Soetermeer, Utrumque ius (1997) (fonte); Murano Opere diffuse (2005) pp. 404-412 nr. 316-321; Mecacci Pecia (2018) p. 125; Mecacci Cultura giuridica (2018) pp. 82-4, tav. IX

Risorse esterne collegate
Siena, BCI H.IV.17, f. 1r (da CODEX)
Siena, BCI H.IV.17, f. 11r (da CODEX)
Siena, BCI H.IV.17, f. 27r (da CODEX)
Siena, BCI H.IV.17, f. 41r (da CODEX)
Siena, BCI H.IV.17, f. 175r (da CODEX)
Siena, BCI H.IV.17, f. 234r (da CODEX)

Responsabile scheda: CODEX

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Descrizione diretta

Siena, Biblioteca Comunale degli Intronati I.IV.4

sec. XIII ultimo quarto data stimata

Luogo di copia Bologna, area di (sec. XIII ultimo quarto)
membr.
ff. I, 332, I'; ff. numerati 341; numerazione antica, che omette di numerare un foglio dopo il 10, sul quale una mano moderna appone di nuovo il nr. 10, e salta da 189 a 200; ff. I e I' cart. moderni; fascicoli 1 (2), 2-34 (10): richiami regolari; segnatura a registro fatta con lettera nel primo foglio e lettera e nr. 2 nel secondo foglio di ogni fascicolo, a partire con la B nel secondo quinterno.
dimensioni: 470 x 290; specchio di scrittura: 15 [26 (14) 227 (13) 160] 15 x 9 [29 (11) 65 (12) 65 (12) 68] 19 (f. 51r max., variabile); rr. 113/ll. 112 (glossa: f. 51r max., variabili); rr. 52/ll. 51 (testo: f. 130r max., variabili), rigatura a colore

scritture e mani littera textualis; Italia
littera Bononiensis; Italia Emilia Romagna Bologna
note generali sulla scrittura: diverse mani, alcune strettamente definibili come littaerae bononienses, in modulo minore per la glossa che molto compatta e regolare si stende ai margini

Peciato
Note sulla pecia: vd. quarta opera. L'origine proposta per il testimone è confermata dalla peciatura, vicina a quella del ms. Siena, BCI H.IV.18  (vedi scheda relativa), di sicura origine bolognese.

decorato: la decorazione, riportata da Vailati Schoenburg (vd. bibl.) senz'ombra di dubbio alla «miniatura bolognese del 'primo stile' in un periodo ormai avanzato da riferire all'ultimo quarto inoltrato del XIII secolo» è avvicinata a quella del ms. parigino BNF, Lat. 4476 nonché all'Infortiatum delle biblioteca Universitaria di Torino E.I.8, attribuito dalla critica alla mano di Oderisi.
Iniziali semplici; Iniziali filigranate; Iniziali figurate; Iniziali decorate: vignette a inizio libro con oro ai ff. 3r, 19v, 37v, 82v, 137v, 162r, 222v, 243r, 259r, 318v, 328v, altre sono state asportate; iniziali figurate con oro; iniziali decorate con oro.
rubricato


Legatura moderna.

Ente possessore Monte Oliveto Maggiore (Siena), Monte Oliveto Maggiore, abbazia OSBOliv (sec. XVI in. - XIX in.)
luoghi / enti collegati Bologna, Università (sec. XIII ultimo quarto)
Precedenti segnature P.X., Monte Oliveto Maggiore (Siena), Monte Oliveto Maggiore, abbazia OSBOliv (sec. XVI in.); B. 229, Monte Oliveto Maggiore (Siena), Monte Oliveto Maggiore, abbazia OSBOliv (sec. XVII - XVIII)
Storia del manoscritto
A f. 1v  è indicata la collocazione che il manoscritto aveva nella biblioteca di Monte Oliveto Maggiore: Maneat in VII° banco ex parte occidentis (sec. XVI in.).
A f. 1r si trova la segnatura di Monte Oliveto Maggiore 'P.X' (sec. XVI in.); all'interno del piatto anteriore della coperta è presente un'altra segnatura di Monte Oliveto Maggiore espressa a matita il nr. '1' (sec. XVII med.); infine, sul dorso, ci sono ancora altre due segnature di Monte Oliveto Maggiore '132' e 'B.229' (entrambe del sec. XVIII).
A f. 1rb è trascritta la nota di passaggio del manoscritto alla biblioteca pubblica senese nell'anno 1810 di mano del bibliotecario senese De Angelis.

Constitutio 'Omnem', Iustinianus imperator n. 482 ca., m. 11-11-565, ff. 1ra-2vb
Glossa ordinaria, Accursius n. 1184 ca., m. 1260 ca., ff. 1ra-2vb: IX - Glossa ordinaria in constitutionem 'Omnem'
Digesta, Iustinianus imperator n. 482 ca., m. 11-11-565, ff. 3ra-341vb: I - Digestum vetus (Lb. I-XXIV)
mutilo; fino a D.23.4.11
Glossa ordinaria, Accursius n. 1184 ca., m. 1260 ca., ff. 3ra-341vb: I - Glossa ordinaria in Digestum vetus
mutilo; fino a D.23.4.7

Bibliografia Ilari La Biblioteca (1845) vol. II p. 158; Savigny (it.) (1857) vol. II (fonte); CICiv (1963) vol. I: Digesta (fonte); Maffei Donazione (1964) p. 72; Dolezalek (1972) vol. II, III, IV s.v. ; De Benedictis Miniature Senesi (1979) p. 63, n. 4; Studio e testi (1996) p. 50; Vailati Schoenburg Miniatura (1996) pp. 88-89, pp. 128-129; Mecacci, Studio (1996) p. 26; Murano Opere diffuse (2005) pp. 383-388 nr. 308; Mecacci Agostino Patrizi (2008) pp. 389-390; Mecacci Pecia (2018) p. 125; Mecacci Cultura giuridica (2018) pp. 84-5

Risorse esterne collegate
Siena, BCI I.IV.4, f. 3r (da CODEX)
Siena, BCI I.IV.4, f. 222v (da CODEX)
Siena, BCI I.IV.4, f. 243r (da CODEX)
Siena, BCI I.IV.4, f. 259r (da CODEX)

Responsabile scheda: CODEX

Scheda derivata da: MEL

Schede derivate:
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Descrizione diretta

Siena, Biblioteca Comunale degli Intronati I.IV.11

sec. XIII terzo quarto data stimata

Luogo di copia Bologna, area di (?) (sec. XIII terzo quarto)
membr.
ff. III, 336, I'; ff. numerati 3-338 in quanto  estesa alle due guardie iniziali antiche (ff. II e III); i ff. I e I' sono cart. moderni; fascicoli 1-6 (10), 7 (6), 8-22 (10), 23 (4), 24-27 (8), 28-35 (10), 36 (4): richiami regolari tranne che all'altezza dei fasc. 23-24.
Segnatura a registro effettuata con le letterine a-e a partire dal secondo foglio dei quinterni (anche qui con una irregolarità all'altezza dei fasc. 23-24).
dimensioni: 425 x 265 (f. 46r max., variabili); specchio di scrittura: 19 [25 (11) 220 (14) 123] 13 x 14 [29 (11) 51 (10) 51 (11) 60] 28 (f. 223r max., variabile); rr. 105/ll. 105 (glossa); rr. 43/ll. 42 (testo) (f. 223r max., variabili), rigatura a colore

scritture e mani littera textualis; Italia
note generali sulla scrittura: littera textualis di più mani, di modulo più piccolo nella glossa. La scrittura non presenta (o non presenta ancora) caratteristiche inquadrabili nella littera bononiensis ma la localizzazione originaria, proposta dagli studi attinenti la decorazione, potrebbe essere rimessa in discussione (vd. Glosse). E' comunque da precisare che la rubricatura è di mani diverse e spesso fortemente normalizzate.

Peciato
Note sulla pecia: vd. Institutiones (testo e glossa), e  Tres libri (testo e glossa).

Presenza di glosse
Glosse marginali che si concludono a volte con la sigla Mar. de Fano, suggerendo la possibilità di percorsi alternativi all'università bolognese.

decorato: miniatore bolognese del terzo quarto del sec. XIII (vd. Vailati Schoenburg in bibl.); Conti 1981 fa riferimento al manoscritto per indagare le 'origini del codice giuridico bolognese'
Iniziali semplici; Iniziali filigranate; Vignette; Iniziali figurate; Iniziali decorate: vignette all'inizio dei libri ai ff. 3ra, 13rb, 33vb, 50vb, 69ra, 255ra, 279rb, 307va, alcune con oro;
rubricato


Legatura moderna.

Ente possessore Monte Oliveto Maggiore (Siena), Monte Oliveto Maggiore, abbazia OSBOliv (sec. XVI in.-XIX in.)
luoghi / enti collegati Bologna, Università (sec. XIII terzo quarto)
Stemma
Nomi Gualandi famiglia, possessore (sec. XIII.2)
Precedenti segnature P.XIIII, Monte Oliveto Maggiore (Siena), Monte Oliveto Maggiore, abbazia OSBOliv (sec. XVI in.); B. 232, Monte Oliveto Maggiore (Siena), Monte Oliveto Maggiore, abbazia OSBOliv (sec. XVII - XVIII)
Storia del manoscritto
Ai ff. 3ra, 69ra, 255ra stemma araldico della famiglia Gualandi (vd. Mecacci, Pecia, p. 126 fig.5). A f. 2v nota di possesso con la collocazione che il manoscritto aveva nella biblioteca di Monte Oliveto Maggiore: Hic liber est Monasterii principalis Sante Marie Montis Oliveti in agro senensi. Maneat in bancho VII librarie eiusdem monasterii ex parte occidentis, sig. P.XIIII (sec. XVI in.).
A f. 3r è ripetuta la segnatura 'P.XIIII' (sec. XVI in.).
All'interno del piatto anteriore della coperta è segnata a matita la segnatura di Monte Oliveto Maggiore nr. '10' (sec. XVII med.); sul dorso altre due segnature sempre di Monte Oliveto Maggiore '135' e 'B.232' (sec. XVIII).
A f. 1r nota dell'ingresso del manoscritto nella biblioteca pubblica nel 1810, di mano del bibliotecario De Angelis.

Institutiones, Iustinianus imperator n. 482 ca., m. 11-11-565, ff. 3ra-68rb
Edicta contra hereticos, Fridericus II imperator n. 26-12-1194, m. 13-12-1250, ff. 250va-253ra: Edictum 'Commissi nobis'
Acta pacis Constantiae, Fridericus I imperator n. post 1122, m. 10-6-1190, ff. 253ra-253rb
Codex, Iustinianus imperator n. 482 ca., m. 11-11-565, ff. 255ra-338va: 1 - Tres Libri (lb. X - XII)
Glossa ordinaria, Accursius n. 1184 ca., m. 1260 ca., ff. 255ra-338va: VI - Glossa ordinaria in Tres Libros
Glossa ordinaria, Accursius n. 1184 ca., m. 1260 ca., ff. 3ra-68rb: VII - Glossa ordinaria in Institutiones
Summula de reorum exceptionibus, Pilius Medicinensis n. 1150 ca., m. post 1207, ff. 36r-38v
Novellae, Iustinianus imperator n. 482 ca., m. 11-11-565, ff. 69ra-222ra
Glossa ordinaria, Accursius n. 1184 ca., m. 1260 ca., ff. 69ra-222ra: VIII - Glossa ordinaria in Novellas
lacunoso
Libri feudorum, ff. 223ra-248vb
Glossa super libros feudorum, Accursius n. 1184 ca., m. 1260 ca., ff. 223ra-248vb
Constitutio 'Ad decus' [12/12/1220], Fridericus II imperator n. 26-12-1194, m. 13-12-1250, ff. 248vb-250rb
Bullae et decreta, Clemens IV papa v. 1234, m. 29-11-1268, ff. 250va-253ra: Confirmatio Bullae «Cum adversus» (Perugia, 1265 ott. 31)

Bibliografia Ilari La Biblioteca (1845) vol. II pp. 162-163, 202; Savigny (it.) (1857) vol. II (fonte); Rossi Alcuni manoscritti (1886) pp. 63-74; Dydynski Beitrage (1891) pp. 81-82; Lehmann Langobardische (1896) p. 33; CICiv (1963) vol. I: Institutiones (fonte); Maffei Donazione (1964) p. 66; Dolezalek (1972) vol. II, III, IV s.v. ; Maffei Giuristi medievali (1979) p. 86; De Benedictis Miniature Senesi (1979) p. 63; Hoehne, Summula (1980) (fonte); Conti, Miniatura bolognese (1981) p. 23; Fowler-Magerl Ordo (1984) p. 186; Dolezalek Odofredo e Baldo (1984) p. 59; Appelt: Diplomata regum (1990) p. 69; Studio e testi (1996) p. 52 (a c. di E. Mecacci e M.G. Vailati Schoenburg); Vailati Schoenburg Miniatura (1996) p. 133; Soetermeer, Utrumque ius (1997) (fonte); Murano Opere diffuse (2005) pp. 405-406 nr. 317, pp. 407-410 nr. 319; Mecacci Pecia (2018) p. 125 e 126 fig. 5; Mecacci Cultura giuridica (2018) p. 83, tav. X

Risorse esterne collegate
Siena, BCI I.IV.11, f. 13r (da CODEX)
Siena, BCI I.IV.11, f. 69r (da CODEX)
Siena, BCI I.IV.11, f. 307r (da CODEX)

Responsabile scheda: CODEX

Scheda derivata da: MEL

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